Tu sei gialla



Tu sei gialla

«Ma Geppetto è il papà di Pinocchio? E Pinocchio è davvero suo figlio? Insomma loro sono una famiglia vera, una famiglia come noi?»

«Sì, sì, sì.»

«Sì e… basta? Sei sicura, nonna?»

«Mi hai fatto tre domande precise e io ti ho dato una risposta a ogni domanda, Alessia.»

«Ma…»

«Non ci sono ma, cara la mia bambina. Quando le persone si vogliono bene e sono importanti le une per le altre c’è un solo nome per chiamare questo loro stare bene insieme, e questo nome è famiglia. Sono una famiglia e basta.

Ti ricordi quando mi dicevi che se all’inizio della storia Pinocchio è di legno, anche Geppetto doveva esserlo? Beh, no, in una famiglia non è necessario essere uguali, Geppetto non era come Pinocchio, non era di legno, in una famiglia non c’è bisogno di essere esattamente come qualcun altro: uno era di legno, l’altro aveva la ciccia e avevano in comune solo la testa dura, ecco, quella sì, un po’ di legno forse… anche tu e tuo fratello, pensaci, che cosa avete in comune? Anche voi la testa dura come un tronco?»

«Dai nonna… però a guardare bene anche con la mamma e con te ho qualcosa di uguale e qualcosa no e con Tommaso poi lo dicono tutti che ho in comune solo gli occhi anzi, solo il colore degli occhi…»

«Vedi allora, che basta poco per essere una famiglia: nel caso di Pinocchio e Geppetto, i loro pensieri di legno, in qualche altro caso, è il colore… degli occhi, dei capelli o… del bene che si vogliono!»

Perché una storia per presentare una storia?

Perché, come dicevano i nonni, la vita è tutta un romanzo e a raccontarla mi sa che non bastano le parole… bisogna inventarsene di nuove.

Se quella raccontata in questo libro è dunque una storia che sa di romanzo, lo è proprio per le sue radici piantate ben bene nella terra dell’esperienza quotidiana.

Come in tante storie (e in tante vite) sullo sfondo ci sono una città e una casa; poi se guardiamo un po’ più da vicino vediamo un uomo, Paolo, e la sua donna, Daniela, il loro amore e il loro desiderio di essere una famiglia.

Come nelle storie serie c’è qualcuno che li aiuta (e qualcuno molto meno).

Come non proprio in tutte le storie c’è una fine che sembra la fine ma non lo è del tutto (e qui la faccenda si fa più simile alla vita, che non finisce mai se non proprio quando…).

D’altro canto, però, Tu sei gialla non è una fiaba: niente castelli, principi, principesse, orchi o fate e bisogna accontentarsi di leggere tra le righe di un quasi romanzo gli errori, le gioie, le speranze, i dolori che potrebbero segnare la vita quotidiana di tanti che, anonimi, consumano, nella distrazione di un mondo che corre, la porzione loro assegnata di bene e di vita.

E per raccontare questi pezzetti di vita vissuta, ci volevano le parole inventate di una storia, proprio come dicevano i nonni.


  • Chi desidera acquistare la copia cartacea del libro (€ 12,00) lo può fare scrivendo a live@erickson.it o contattando direttamente l’autore.



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Tematica: Adozione Essere genitori
Formato: 15x21
Pagine: 133

Rivolto a: Adulti