Psicoterapia

Niente è più pratico di una buona teoria

La teoria interazionale di Palo Alto come base per lo sviluppo delle psicoterapie strategiche
Niente è più pratico di una buona teoria

Nel campo del pensiero psicologico, una teoria è valutabile in vari modi. Per evitare il rischio di una sterile astrattezza, tuttavia, essa deve dimostrarsi efficace ed efficiente all’applicazione pratica. In psicoterapia ciò significa che deve consentire a chi soffre di un disagio psichico di fare presto esperienze adattive, cioè miglioratrici della visione che ha di…


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L’attivazione del corpo nella Psicoterapia Bionomica/Autogena

L’attivazione del corpo nella Psicoterapia Bionomica/Autogena

L’acqua prende forma e colore dal recipiente che la contiene, allo stesso modo lo «spirito» ha il punto di origine e di attivazione nel corpo che lo contiene. Il volume, frutto della pluridecennale esperienza dell’autore, esperto psicoterapeuta, e della sua ricerca nell’ambito del centro di Psicoterapia Dinamica, muove dal concetto di «coscienza corporea» per giungere…


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La valigia dei ricordi

Italiani emigrati: storie di un'epoca
La valigia dei ricordi

Il libro scaturisce dall’impegno sociale dell’Autore con la prima generazione di emigrati italiani in Svizzera, dai 65 agli 80 anni d’età. Oggi si tende a considerare la questione «anziani in emigrazione» in un’ottica di tipo assistenzialistico vecchia maniera: è un approccio limitato, perché con il suo ricco bagaglio di esperienze accumulate fra due culture, la Terza Età italiana in emigrazione rappresenta, di fatto, una risorsa in gran parte inesplorata e da valorizzare. L’opera dà il suo contributo in questo senso, raccontando l’esperienza dell’Autore come guida di gruppi di anziani durante alcune sessioni di psicodramma junghiano, tese ad accompagnarli nella loro vecchiaia attraverso il recupero dei ricordi e dei sogni.


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Le radici lontane della sofferenza…

Le radici lontane della sofferenza…

Questo lavoro nasce dall'osservazione e dal tentativo di spiegare l'analogia fra l'attaccamento al sintomo alimentare (ricerca della magrezza e uso incongruo del cibo) e quello all'uso di sostanze. L’ipotesi di base è che in entrambi il legame con il sintomo rappresenti un tentativo (autoterapeutico) di dare risposta ad un disagio profondo, nato e cresciuto con la persona per cui il sintomo stesso non è vissuto come un problema da risolvere bensì come uno strumento per gestire il dolore.


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