Il lutto negato

L’esperienza della mancata elaborazione della perdita

Salvatore Graziano Dalemmo

Come è stato più volte osservato, la Pandemia di Covid-19 non ha causato solamente la morte «fisica» delle persone (circa 200.000 vittime in Italia e più di sei milioni in tutto il mondo), ma ha minato anche l’equilibrio psicologico di moltissime persone, giovani e anziane. Un aspetto finora poco indagato del periodo della Pandemia riguarda le conseguenze, sui parenti delle vittime, di quella che può essere definita un’esperienza di lutto sospeso o negato. I famigliari delle persone decedute a causa del Covid in strutture ospedaliere o in residenze per anziani rese inaccessibili dalle disposizioni anti-contagio hanno vissuto sulla loro pelle un cambiamento radicale nel modo di vivere la morte — non hanno, in definitiva, potuto elaborare realmente la perdita.
Come può avvenire, infatti, l’elaborazione del lutto in assenza dei necessari riti di passaggio? Come si può colmare il vuoto lasciato da un’esperienza di lutto negato? Per rispondere a queste domande, l’autore propone una riflessione sulla morte in generale, sulla sua visione nel corso dei secoli in Occidente, soffermandosi in particolare sulla prospettiva cristiana.

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LE RECENSIONI
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  1. (4)

    Rossana Gigli

    Un tema che ci tocca da vicino, che difficilmente trova riscontro tra le persone che ci circondano ma di cui abbiamo effettivamente bisogno: la vicinanza e la comprensione dopo un lutto. “Il lutto negato” è un bellissimo libro, che ci aiuta a riflettere, a guardare con più attenzione al dolore di chi è accanto a noi e che offre testimonianze dirette e occasioni di riflessione profonda.

  2. (4)

    Marino Soave

    Un libro onesto ed empatico al tempo stesso, ben scritto e che tocca un tema delicato in modo profondo e mai banale. Consigliatissimo

  3. (4)

    Asia Pichierri

    Con tatto e gentilezza, l’autore entra nella vita delle persone e dei lettori per ascoltarli. Le sue parole sono curate, riflessive, intense, e il suo modo di scrivere è un entrare in punta di piedi in una tematica delicata che, in un modo o nell’altro, è vicina a tutti.
    In un mondo che dà poco peso all’ascolto dell’altro, testi come questo ci ricordano che ognuno ha una perdita con cui fa i conti, un’accettazione forzata o un legame strappato.

  4. (4)

    Caterina Zingg

    Lo sviluppo logico della tematica che l’autore segue nel libro è molto utile. Le nozioni riguardanti gli aspetti storici accompagnano il lettore/la lettrice in modo interessante alle esperienze odierne del lutto. Il libro è un ottimo stimolo per trattare il lutto non solo dopo eventi straordinari ma anche nella quotidianità della vita di tutti.

Gli aggiornamenti

Laboratori esperienziali ispirati al libro "Il lutto negato"

Dal 15 al 17 maggio 2026, presso il Convento dei Frati Cappuccini di Monterosso al Mare (SP) (Salita dei Cappuccini, 20), si terrà un seminario residenziale intitolato “Abitare la fragilità”, un tempo e uno spazio pensato per attraversare la perdita, convivere con l'assenza e aprire alla speranza. Il percorso si articolerà in tre giornate di accoglienza, condivisione e laboratori esperienziali, ispirati ai temi affrontati nel libro "Il lutto negato" di Salvatore Graziano Dalemmo.

Il programma prevede:

- Venerdì 15 maggio: accoglienza e primo incontro di condivisione.
- Sabato 16 maggio: Laboratorio di Coralità Emozionale ispirato a "Il lutto negato" a cura di Tyna Maria, ricercatrice in ambito vocale e terapeutico.
- Domenica 17 maggio: La cura del possibile, a cura di Emanuela Mancino, filosofa dell'educazione.

Il seminario è a numero chiuso e si svolge in un contesto di grande spiritualità e bellezza, offrendo un’esperienza profonda e autentica a chi vive il dolore del lutto o desidera accompagnare altri in questo cammino.