Io non ho paura dello spettro
Istruzioni per vivere felici in una casa infestata
Illustrazioni di Samuele Prosser
C’era una notte
e poi c’era uno spettro…
Avevamo ricevuto per nostra figlia la diagnosi di autismo, anzi di quello che chiamano «lo spettro», perché non esiste un autismo uguale all’altro; e, insomma, uno spettro entrava nella nostra vita, senza chiedere il permesso, come uno di quei fantasmi che provano a farci paura nella notte di Halloween. Da allora la nostra vita è davvero un po’ «infestata», anche se, come si racconta in questa filastrocca, con lo spettro si impara infine a convivere. Soprattutto, si impara a riconoscere tutto il bello che le paure a volte non ci fanno vedere.
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maria macchitella –
La filastrocca è davvero emozionante, descrive con leggerezza e dolcezza la quotidianità a volte spiazzante della vita con un bambino nello spettro.
Caterina Silvia Provenza –
Delicato come un soffio di vento al mattino, tenero come un gatto da coccolare… bellissime le parole che ha usato la scrittrice per trasformare le “notti” in fiaba.
Da far leggere in tutte le scuole!